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Giardinaggio, letture, eventi e fai da te

Come conservare i limoni di Cetara.

Sfusato di Amalfi

I limoni della Costiera amalfitana (sfusato di Amalfi) hanno un profumo unico: forse perché mi ricordano le vacanze da bambina.
Nella cucina di mia nonna Rosa non mancava mai la limonata fresca, così dissetante, conservata sempre nella stessa caraffa, quella di vetro spesso con un bordo dorato. I limoni glieli portava settimanalmente un contadino che aveva un limoneto sulla montagna dietro Cetara; arrivava con la testa china sotto il peso della cesta. Aveva un’andatura caratteristica, il passo lento e costante.
I limoni venivano quindi sistemati in una cesta piuttosto bassa e ampia, pronti per essere consumati.
A volte li mangiavamo a merenda, tagliati a fette e cosparsi di zucchero: una delizia!
Da sempre la Costiera amalfitana è la meta privilegiata per le nostre vacanze estive.
Puntualmente, verso fine agosto, porto via i soliti cinque chili di limoni di Cetara.

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Come fare per conservarli?

Seguo il consiglio di mia madre che da anni porta i suoi limoni a Bruxelles.
E’ semplice ma infallibile!

  1. Avvolgete i limoni non lavati nella carta da cucina (tipo scottex)
  2. Metteteli in un sacchetto di carta (vedi foto)
  3. Infilate il sacchetto di carta in un sacchetto di plastica
  4. Riponetelo in frigorifero.

In questo modo dureranno per circa un mese, quasi come freschi!

Workshop da Betti Calani: composizioni floreali primaverili

Bouquet di tulipani rosa e rossi.Tavolo colmo di fiori al corso di composizione floreali di Betti Calani.

Ci ritroviamo finalmente dopo la pausa delle festività pasquali che ho trascorso tranquillamente in famiglia senza guardare troppo l’orologio, facendo passeggiate in giardino e godendo dei primi caldi raggi della stagione. Ora è tempo di rimettermi in pari con i miei programmi per il blog: oggi vi racconterò del fantastico workshop di composizione floreale al quale ho partecipato il 21 marzo scorso. Autrici dell’evento: la flower designer Betti Calani e la fotografa  Mari Crea.

Sabato 21 marzo – ore 8: direzione  Carnago (VA). La giornata inizia bene poiché  riesco a raggiungere la mia destinazione senza perdermi nei meandri delle tangenziali milanesi come faccio di solito. Munita dell’occorrente per il workshop di composizione floreale (forbici , cesoie e pinze per il ferro) arrivo nella casa-laboratorio di Betti. Che dolce visione: all’esterno, un tavolo (una vecchia porta sistemata su due cavalletti= ottima idea) sul quale era stato abilmente sistemato un vassoio con le tazzine per il caffè e per il tè insieme a dei graziosi biscottini home-made a forma di coniglietto.  Alle 10 è iniziato il corso: ognuna di noi aveva a disposizione un tavolo e il materiale necessario.

Le composizioni che abbiamo realizzato

Prima composizione

Siamo partiti da una corona di paglia grezza che abbiamo arricchito con ulteriori rametti sfusi di paglia fissati con del fil di ferro.

corona di paglia grezza

Corone di paglia grezza

Adoperando della raffia verde acido, Betti ci ha insegnato a creare degli anelli per decorare lateralmente la corona grezza. betti calani 3 Al centro della corona abbiamo inserito una mini-composizione costruita su un cubo di oasis bagnata.

 

OCCORRENTE
  • 5 tulipani rossi e 5 rosa
  • 2 rami di crisantemina bianca
  • ginestra bianca
  • viburnum tinus
  • bacche di magnolia stellata
  • mattonella di oasis

Il punto di forza di questa composizione sta nel fatto che la corona è un jolly: per ogni nuova occasione basterà modificare il bouquet centrale!  Tenete presente che se all’ultimo minuto vi accorgete di non avere l’oasis  potete adoperare un piccolo vaso o addirittura un bicchiere; gli anelli di raffia nasconderanno il trucco. No worries! C’è sempre una soluzione alternativa.

Seconda composizione

Lettera di fil di ferro decorata con rametti e fiori.Nessuna pausa tè/caffè tra una composizione e l’altra; infatti  eravamo tutte troppo ansiose d’imparare e di scoprire cosa ci aveva riservato  l’infaticabile Betti. Per questa seconda composizione abbiamo preso del fil di ferro particolarmente duttile ed abbiamo costruito una lettera, fissando i vari pezzi con un cordoncino animato. Ognuna di noi ha poi decorato la sua iniziale con alcuni rametti di viburnum tinus  e con  i fiori rimasti dalla composizione precedente.  Un lavoro semplice ma d’effetto, da appendere magari alla porta di casa così da renderla più accogliente non solo per chi ci viene a trovare, ma soprattutto per la famiglia che ci vive e che quotidianamente entra ed esce da quella porta. Meglio entrare di buon umore!

Terza composizione

Uovo di oasis rivestito di muschio e decorato con delle uova di quaglia e un rametto di fresia. Uovo di oasis rivestito di muschio e decorato con alcuni gusci di uova di quaglia e un rametto di fresia gialla.

Questa è la composizione che preferisco! Forse perché adoro il muschio. Siamo partite dalla metà di una mattonella di oasis (precedentemente messa a bagno) e con un coltellino abbiamo  intagliato la forma di un uovo. Betti ci ha poi distribuito il muschio con il quale abbiamo rivestito il nostro uovo; per fissare il lavoro ci siamo servite del fil di ferro sottile  girato intorno alcune volte. Vanno bene anche le forcine fatte con le bacchette di fil di ferro verde. Come tocco finale abbiamo aggiunto alcune decorazioni personali; nella mia composizione  ho optato per una nota di colore inserendo un rametto di fresie gialle fissato con un cordino grezzo e della raffia verde acido. A completare il tutto…alcuni gusci di uova di quaglia che a mio parere fanno molto Pasqua.

Dopo un curatissimo pranzo fatto in casa e un immancabile caffè, eravamo pronte per affrontare un pomeriggio all’insegna della fotografia. Già durante la mattinata la fotografa Mari Crea aveva realizzato degli scatti che mi avevano lasciata di stucco: il soggetto messo a fuoco e nitido e tutto intorno sfocato. Proprio il genere che mi piace!
Con la sua passione, Mari Crea ci ha fornito i primi rudimenti della fotografia. Personalmente ho capito di avere molto da imparare  ma sono rimasta affascinata dalle potenzialità di una reflex. Perciò mi metterò a seguire il primo consiglio suggeritoci dalla maestra: leggere le istruzioni!
Fate un salto sul suo Blog! Le foto sono splendide! Cliccate QUI.

2 consigli fondamentali da mettere subito in pratica

  • Luce: posizionare il soggetto sotto la luce naturale (meglio la mattina o il pomeriggio)
  • Macchina: adoperare la macchina fotografica in modalità manuale, aprendo il diaframma almeno a 2,8.

Comunque, non preoccupatevi. Ho la sensazione che Mari Crea stia pensando di organizzare altri workshop fotografici !

Ringrazio le maestre per aver organizzato questo splendido corso e consiglio a voi che state leggendo questo post di visitare i loro blog. Chissà, magari ci vedremo ad un prossimo corso!

Nella cucina di famiglia si prepara una torta per l’arrivo dei re Magi.

Le vacanze di Natale stanno volgendo al termine e tra pochi giorni i bambini riprenderanno la scuola. Per fortuna devono ancora arrivare i re Magi e con loro la famosa  “galette”, una mia vecchia conoscenza. Eh sì, perché da bambina, quando vivevo a Bruxelles, ogni anno  il 6 gennaio si invitavano gli amici  per una merenda speciale. I bambini, seduti intorno alla tavola apparecchiata per la festa, tenevano lo sguardo fisso sulla torta mentre mia madre tagliava la “galette des rois” (galletta dei re) cercando di non spostare le fette in modo che non s’ intravedesse il ripieno.  Secondo la tradizione, infatti, all’interno della “galette” veniva posta una fève (fava) e colui o colei che l’avesse trovata nella sua fetta sarebbe stato incoronato re o regina per un giorno, con tanto di corona.

Come preparare la “Galette des rois”

Rivista dell'Esselunga rivista dell'Esselunga

Oggi mi sono riproposta di preparare la famosa galette” insieme alle mie figlie nella cucina di famiglia.
Ma quale ricetta seguire? Per caso mi è capitata tra le mani la rivista dell’Esselunga Da Noidel mese di Gennaio. E indovinate cosa ho trovato a pagina 41? Un articolo interamente dedicato alla storia e alla preparazione della “Galette des rois”, realizzato da Nadia di Simine del blog Nana&Nana Cakes. Pertanto ho deciso di seguire questa ricetta. Un’altra validissima ricetta è quella proposta da Sigrid Verbert fondatrice del blog Il cavoletto di Bruxelles.

Volete sapere com’è andata in cucina?

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ingredienti per la galette des rois

Abbiamo seguito la ricetta alla lettera,  ma non abbiamo adoperato il liquore all’arancia.
preparazione di una tortinapreparazione di tortine

Naturalmente le mie figlie si sono sbizzarrite a creare una micro “galette des rois” e dei mini croissants. Una volta sfornati non c’è stato neanche il tempo per fotografarli : il fratellone ne ha fatto un sol boccone!

Ecco la nostra Galette des rois

Galette des roisGalette des rois

E la Corona?

Il modo più semplice per realizzarla è quello di prendere un foglio di cartoncino, di piegarlo diverse volte e di intagliare il modello di corona desiderato. In pratica si tratta di uno di quei lavoretti che si facevano a scuola. Vi ricordate, no?
Ad ogni modo vi consiglio di andare su Pinterest e di cercare “galette des rois”; interessanti le proposte di Marsouille, di Pratiks e la bacheca di Isabelle Druhen intitolata Couronne des rois, crown.

Dimenticavo un dettaglio che potrebbe tornarvi utile: a pagina 97 della rivista dell’Esselunga c’è un modello di corona che si può fotocopiare e ritagliare.
Volete sapere come abbiamo realizzato la nostra corona?
Abbiamo adoperato un foglio di carta spessa, tipo carta da pacco. Dopo aver ripiegato il foglio più volte, abbiamo disegnato una fila di triangoli ogni 5cm e abbiamo ritagliato.

Buona festa dell’Epifania!

Come realizzare una ghirlanda autunnale

Presa dalla routine quotidiana avevo accantonato l’idea di realizzare l’immancabile ghirlanda per l’autunno. Quando, domenica sera, la mia amica Roberta mi ha regalato un cestino di adorabili meline rosse raccolte da un albero del suo orto sulle colline dell’Oltrepò. Adoro le ghirlande ed ogni occasione è un pretesto per farne di nuove!
meline

Queste meline sono l’ideale per realizzare composizioni floreali ! Si possono adoperare a grappoli ancora attaccati al ramo oppure singolarmente, fissandole con uno stuzzicadenti.
Se avete voglia di provare a fare la vostra ghirlanda autunnale cliccate qui di seguito. Troverete le spiegazioni dettagliate di come ho realizzato quella con le meline: Roberta’s wreath.

Digitando WREATH (ghirlanda) su Pinterest troverete un’infinità di idee: non potrà non venirvi l’ispirazione. Ho una bacheca su pinterest che ho chiamato WREATHS  e da circa due anni vi conservo le immagini delle ghirlande che mi hanno entusiasmato di più. Se vuoi scoprirla clicca QUI.

Occorrente

  • cerchio di polistirolo
  • muschio fresco conservato in un sacchetto di plastica
  • meline
  • foglie rosse/arancioni stabilizzate
  • fil di ferro marrone o verde
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Procedimento

  1.  Rivestite la base di polistirolo con una striscia di plastica verde per evitare che si intraveda il bianco (vanno benissimo delle strisce tagliate nei sacchetti per l’immondizia).
  2. Tagliate dei pezzetti di fil di ferro rigido e piegateli a metà per formare delle graffe. Serviranno per fissare i vari elementi alla base di polistirolo.
  3. Pulite  il muschio e usatelo per rivestire la ghirlanda. Potete fissarlo legandolo con del fil di ferro verde/marrone che girerete intorno oppure potete adoperare i gancetti di ferro preparati prima.    
    ghirlanda di muschio verde
  4. Tagliate 6 grappoli di meline lasciandole attaccate al ramo in modo che restino unite. Quindi posizionatele sulla ghirlanda  come indicato nella fotografia. 
    IMG_20151030_101018
  5. Prendete alcune foglie rosse che sistemerete sotto le meline. Fissatele con un gancino di ferro.
    Un accorgimento per evitare di rompere le foglie e per nascondere il gancino è quello di sistemare un po’ di muschio sulle foglie prima di procedere al fissaggio.
  6. A questo punto è pronta per essere appesa al muro o alla ringhiera del balcone. La ghirlanda si mantiene meglio se sistemata all’esterno. Se volete che il muschio conservi il suo bel verde, spruzzatelo di tanto in tanto con un po’ d’acqua; oppure adoperate del muschio stabilizzato.
    BUON   LAVORO!IMG_20151030_103957-2

Conversazione con Paolo Pejrone all’Orto Botanico di Pavia

Verso le 16.45 mi sono fiondata all’Orto Botanico, ovviamente dopo essere andata a prendere i figli a scuola e aver avviato l’immancabile lavatrice da 8 kg.


L’Orto Botanico è un luogo di pace che consiglio vivamente di visitare. Tra un mesetto, avrete modo di ammirare le varietà di

bacche rosse che vestiranno i rami della collezione di rose antiche.

DSC_0078Bacche di rose

<< Con il letame e l'amore, il giardino cresce e matura: una sintesi equilibrata tra l'infimo ed il sublime ne sono il vero leit motiv>>

Questo il titolo della conversazione tenutasi ieri 15 settembre nella serra dell’Orto, nell’ambito della manifestazione Carte dei Fiori. E’ sempre molto piacevole ascoltare i racconti di Paolo Pejrone così ricchi di aneddoti sui giardini e i giardinieri (o presunti tali). Condivido con voi alcuni dei suoi suggerimenti:

  • Tutto quello che il giardino produce gli va restituito.In autunno non buttate le foglie; raccoglietele e  restituitele all’albero dal quale sono cadute coprendone le radici: faranno da concime! Questo vale anche per le ingombranti foglie della Magnolia grandiflora (ovviamente ci vorrà più tempo perché si decompongano) e per gli arbusti.
  • Non usate veleni in giardino.Pensate anche agli animali che abitano tra le vostre piante o all’acqua che inquinate.
  • Optate per le piante che stanno bene nel vostro giardino.Altrimenti diventerete matti a cercare di curarle. Meglio poche varietà che siano in salute piuttosto che tante piante malaticce.
  • Non coltivate unicamente varietà autoctone.Un giardino è anche un luogo in cui si conservano dei ricordi: piante provenienti da altri paesi o dal giardino di amici.
  • Trasformate gli scarti del vostro giardino in un ottimo compostche darete a tutte le piante tra febbraio e marzo.
  • Concimare con il letame maturo, in modo costante, permette di ottenere piante rigogliose. 
  • L’innaffiatura è un’arteche non va banalizzata. Spesso le piante muoiono perché non ricevono l’acqua nel modo giusto.
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Copyright © Il Giardino di Famiglia - Blog di giardinaggio a cura di Rosanna Nicoletti