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Giardinaggio, letture, eventi e fai da te

Al corso di potatura di rose in compagnia di Anna Sgarabottolo

Buongiorno a tutti nonostante la pioggia incessante! Oggi è martedì, giorno che ho pensato di dedicare al tema infinito delle  ROSE. Vorrei fornirvi un condensato di quanto ho imparato seguendo, sabato 7 marzo, il corso di potatura di rose tenuto da Anna Sgarabottolo del noto vivaio La Campanella. La location? Il carcere di Bollate (MI) o meglio il vivaio Cascina Bollate situato al suo interno. Faccio una parentesi per suggerirvi di visitare il loro sito: organizzano vari corsi di giardinaggio e durante l’Expo si potrà accedere direttamente all’interno del vivaio, ovviamente dopo aver lasciato la carta d’identità all’ingresso (telefonini, pc, macchine fotografiche e chiavette USB sono vietate; meglio lasciarle in macchina). foto rosa bianca1

CONDENSATO DEL CORSO

SCELTA DELLE ROSE

  Le rose rampicanti (climbers) hanno un portamento piuttosto rigido; si adattano bene a coprire zone estese come muri o tettoie. Un esempio è Madame Alfred Carrière. Se si desidera creare un pergolato, un arco o coprire un gazebo, la scelta cadrà sulle rose sarmentose (ramblers) dal morbido portamento. Anna Sgarabotto suggerisce anche di adoperarle come tappezzanti lasciandole correre liberamente sul terreno. Albéric Barbier è una rosa che si arrampica volentieri sugli alberi. Notevoli sono anche Félicité et Perpétue e François Juranville (Barbier, 1906). Richiedete il  catalogo del vivaio La Campanella: avrete tutte le rose a portata di mano!

Rosa sarmentosa Kew Rambler (Belgio- giardino Damien Devos)

Rosa sarmentosa Kew Rambler (Belgio- giardino Damien Devos)

MESSA A DIMORA

Le rose a radice nuda si mettono a dimora da novembre a febbraio. La buca per l’impianto deve essere di circa 40cm x 40cm. Si mette prima una strato di terriccio e stallatico maturo; poi si sistema la pianta assicurandosi che le radici vadano verso il basso, altrimenti si rischia di favorire la crescita dei polloni. Non dimenticate di accorciare le radici e i rami fragili (potatura d’impianto) prima di interrare la nuova pianta. Quindi innaffiate abbondantemente; Anna Sgarabottolo suggerisce di fare dei buchi intorno alla pianta e di versarvi l’acqua in modo tale da bagnare direttamente le radici. Un mucchietto di terra sulla parte basale della pianta eviterà che  questa si disidrati. Ricordate che lo stallatico va mischiato alla terra e non deve toccare direttamente la pianta, così come il concime chimico.

CONCIMAZIONE

In inverno, dopo la potatura, è bene trattare le rose con sostanze a base di rame; si ammaleranno meno. Le rose rifiorenti vanno concimate dopo la prima fioritura con del concime chimico: si zappetta intorno alla base della pianta e si interra il concime. Dopo il mese di Luglio non si concimano più le rose perché i rami nuovi devono lignificare e rinforzarsi.

POTATURA

Durante il corso Anna Sgarabottolo ha insistito sul fatto che “le rose non potate si ammalano”. Potare è un’arte; perciò ognuno poterà in modo diverso. Potare una rosa è come risolvere un rebus o giocare una partita a scacchi: sarà sempre un’esperienza unica. L’importante è trovare il coraggio d’iniziare. Quando ci si trova di fronte ad una rosa scapigliata la prima cosa da fare è liberare un po’ il campo eliminando dall’esterno i rami secchi e quelli deboli. Se la pianta ha dato un bel ramo nuovo, potete tenere quello ed eliminarne uno vecchio. Ogni volta che accorciate un ramo, stimolerete la gemma sottostante a fiorire. Nel caso di rose che presentano lunghi getti, legate i rami provvisoriamente per districare meglio la matassa. Quando potate, fate attenzione a non rovinare le gemme strusciando i rami l’uno contro l’altro: sono tutti fiori in meno! Per consultare direttamente sul sito di Anna Sgarabottolo i consigli sulla potatura cliccate QUI Alla fine del corso ho acquistato un manualetto sulla potatura delle rose che ritengo molto esaustivo e chiaro a cura di Oreste Furlan, Anna Maria Sgarabottolo ed Enza Torrenti ( 7 euro).

LEGATURA

Per far arrampicare una rosa su un muro si adoperano delle viti a pressione alle quali viene fissato un fil di ferro ben teso, leggermente  distante dal muro. Un sistema innovativo di legatura è quello proposto dalla ditta tedesca Fassaden.  Struttura per fissare i roseti al muro. Anna Sgarabottolo adopera i giovani rami di salice per effettuare le legature; “vanno bene anche i legacci di plastica purché siano neri o marroni, ma assolutamente non verde fluo” precisa la vivaista.

MALATTIE

Rimedi contro gli afidi: -10gr di Last al limone in un litro d’acqua -piretro naturale e olio di Neem
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